Il silenzio eloquente della grazia. Una conversazione con Luca Marignoni
Il silenzio eloquente della grazia. Una conversazione con Luca Marignoni
di Anthony Molino
Non tutti gli artisti, si sa, parlano volentieri del loro lavoro. Chi per reticenza o carattere; chi per fedeltà assoluta al linguaggio dell’arte in cui si esprime e che giustamente privilegia; chi per lo scarto che si incunea tra parola e opera, dove la prima si rivela insufficiente a misurarsi con la portata e la complessità della seconda – che spesso sfuggono all’artista stesso, e certamente alla sua intenzionalità. Quella che segue con lo scultore Luca Marignoni non è stata una conversazione facile, e proprio per questo, secondo me, risulta una delle più riuscite fra le tante che negli anni mi hanno coinvolto. Si percepisce, credo, come lo scambio con Luca sia abitata da una tensione fra chi magari, come il sottoscritto, prema in una certa direzione e chi, con il proprio lavoro e la propria mente, è altrove. Non è un caso che due dei temi centrali della conversazione, i più importanti, siano stati introdotti dall’artista e hanno a che fare con aree di esperienza non facilmente sondabili come il mistero e la grazia. Come parlarne?. . . .
Immagine: Paesaggio di un punto: visto da sopra, 2022/2024, alluminio e composto plastico, 78x78x3cm


