Calchi di memoria e scultura ‘residuale’. Una conversazione con Ado Brandimarte
Calchi di memoria e scultura ‘residuale’
Una conversazione con Ado Brandimarte
di Anthony Molino
È cosa insolita per me introdurre una conversazione con le parole dell’artista con cui vado a un dialogare. Ma nel caso di Ado Brandimarte, giovane scultore e animatore culturale ascolano che ho avuto il piacere di conoscere poco più di un anno fa, questo brano che ho ritrovato fra i materiali che compongono il suo portfolio mi è sembrato una sintesi così eloquente del suo lavoro che non sentivo di dover aggiungere altro. Leggete, quindi, le parole che seguono come una specie di prefazione alla propria opera di un autore che, a poco più di trent’anni, non soltanto ha già riscosso i consensi di certa critica di rilievo, ma tracciato una linea di ricerca pura, urgente e distintamente idiomatica. . . .
Immagine: Christophe Constantine, Un mare di nebbia, dalla mostra a cura di Eleonora Villa tenutasi presso le Officine Brandimarte nel mese di aprile 2022 (foto Ado Brandimarte).

