TRA ISOLA E NON-LUOGO. Una conversazione con Emanuele Giuffrida
Emanuele Giuffrida nasce a Gela, città siciliana in provincia di Caltanissetta, nel 1982. Nel 2007 si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo dove ancora oggi vive e lavora. La sua ricerca si articola attraverso una serie di opere riconducibili al proprio vissuto, un racconto di sé, della propria visione dei luoghi e delle cose utile a sottolineare la caducità della vita umana. In questa linea di disagio troviamo ambienti essenziali, talvolta squallidi, accompagnati da elementi ironici e provocatori. In un certo senso Giuffrida è pittore del mondo sensibile, di quel mondo soggetto al divenire, alla corruzione, alla miseria. E il suo è un modo quasi pulp di percepire la realtà nella sua sfumatura più cruda e drammatica. O meglio: quando guardo certe opere di Giuffrida penso all’antropologo Marc Augé e alla sua esplorazione dei cosiddetti non-luoghi della contemporaneità. Ecco, definirei Giuffrida un pittore-antropologo, che si addentra in quei (non)luoghi finendo, però, per dargli un’anima. Per soffiarvi col pennello, ed evocare in spazi consacrati all’anonimato una realtà non solo fatiscente, ma fantasmatica. . . .
Immagine: Autogrill’s bathroom, 2012. Olio e vernici spray su tela, cm 130×100. Collezione privata.


