Un’opera charmant. SANSONE E DALILA, IL CLASSICISMO FRANCESE. Parte prima

 In L’incontro delle Arti, Rubriche

Parte  prima

Il nome di Camille Saint-Saëns è ricordato soprattutto per la vasta produzione non operistica: sinfonie, composizioni per orchestra nonché per singoli strumenti e orchestra, insomma per il genere verso cui si sentiva maggiormente portato e in cui molto si prodigò a livello di diffusione ed esecuzione. Scrisse anche un bel po’ di opere liriche rimaste di fatto ignote, se si esclude il Samson et Dalila per fortuna ancor oggi in repertorio ma dal potere di far arricciare un po’ il naso a buona parte di critici e appassionati, avvezzi – se devono proprio allungare l’occhio e l’orecchio alla Francia –
ad altri generi di presa più popolare: il grand-opéra, l’opéra-comique, l’opéra-lyrique. Vale a dire l’epoca in cui troneggiavano mostri sacri come Auber, Meyerbeer, Adam, Halévy, Berlioz, Bizet, Gounod, Thomas, Massenet, Lalo, Delibes e la loro fitta messe di opere quasi impossibile da menzionare per intero, anche in virtù del fatto che perfino le non sopravvissute imperversavano all’epoca con enorme successo europeo e nessun cantante che si reputasse degno di tal nome poteva eluderle. Pensiamo a Fra Diavolo . . .
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