Geografie di una memoria modale. Diaspore, codici culturali e consonanze espressive tra il patrimonio musicale arbëreshë e la tradizione iranica

 In In-canto di note: la Via della Bellezza

Geografie di una memoria modale. Diaspore, codici culturali e consonanze espressive tra il patrimonio musicale arbëreshë e la tradizione iranica

di Valerio Ciarocchi

Sommario

Il presente contributo esplora le insospettabili consonanze estetiche, strutturali e antropologiche che collegano le espressioni musicali delle comunità italo-albanesi (arbëreshë) alla tradizione colta iranica. Superando una prospettiva geografica strettamente eurocentrica, l’indagine rintraccia un filo conduttore nell’orizzonte storico dell’Oriente bizantino, spazio di osmosi in cui i sistemi modali dell’Oktoechos e del Dastgāh si sono reciprocamente guardati e influenzati. Attraverso una metodologia comparativa e interdisciplinare, la ricerca analizza tre livelli di convergenza: la persistenza della trasmissione orale come dispositivo di resistenza identitaria nelle diaspore, l’architettura microtonale estranea al sistema temperato occidentale, e l’inscindibilità tra codice musicale e prassi etica. Quest’ultimo aspetto si manifesta nel parallelo tra i codici di condotta e ospitalità sacra – la Besa balcanica e il Ta’arof – e nell’uso di metafore botanico-olfattive comuni, come la ricorrenza del gelsomino nella testualità poetica. L’articolo mira così a ridefinire i confini della prossimità culturale, dimostrando come la musica possa agire da cassaforte della memoria collettiva in contesti storici apparentemente distanti.

Parole chiave: etnomusicologia, musica arbëreshë, tradizione musicale iranica, sistemi modali, diaspora, antropologia della musica.

Abstract

This paper explores the unsuspected aesthetic, structural, and anthropological consonances linking the musical expressions of Italo-Albanian (Arbëreshë) communities with the Iranian classical tradition. Moving beyond a strictly Eurocentric geographical perspective, this study traces a common thread within the historical horizon of the Byzantine East, a space of cultural osmosis where the modal systems of the Oktoechos and the Dastgāh historically interacted and influenced one another. Employing a comparative and interdisciplinary methodology, the research analyzes three levels of convergence: the persistence of oral transmission as a mechanism of identity resistance in diasporic contexts, a microtonal architecture alien to the Western tempered system, and the inseparability of musical practice from ethical codes. This latter aspect manifests in the parallel between traditional codes of conduct and sacred hospitality – the Balkan Besa and the Iranian Ta’arof – as well as in the shared use of botanical-olfactory metaphors, such as the recurring presence of jasmine in poetic texts. The article thus aims to redefine the boundaries of cultural proximity, demonstrating how music serves as a safe-house for collective memory across seemingly distant historical contexts.

Keywords: ethnomusicology, arbëreshë music, iranian musical tradition, modal systems, diaspora, anthropology of music.

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