Vanishing point

 In La camera ibrida, Tematiche


Luigi Ghirri, Venezia

Jean Baudrillard ha letto questo testo durante i Rencontres d’Arles del 2000 come accompagnamento a un film realizzato sulle sue foto. Tra un paragrafo e l’altro, dove appare un’interlinea, erano previsti intermezzi musicali.
Grazie a Marine Baudrillard per aver gentilmente concesso il testo per la pubblicazione su ARACNE#1

«Il desiderio di fotografare nasce forse da questa constatazione: visto da una prospettiva d’insieme, dal punto di vista del senso, il mondo è molto deludente. Osservato nel particolare, e di sorpresa, è sempre di un’evidenza perfetta.»
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Certe immagini non provengono né dalla tecnica né dalla storia della fotografia. Provengono dalla sola immaginazione dell’oggetto. Cioè dall’idea che è l’oggetto che ci guarda, l’oggetto che ci pensa. Esse cercano di ritrovare, di fronte ad una realtà sempre più ambigua, il solo momento fantastico: quello del primo contatto e della sorpresa, quando le cose non si sono ancora accorte che noi c’eravamo, quando noi non avevamo ancora imposto loro la nostra presenza e quando il loro silenzio era ancora intatto. Ma questo istante è fugace, immediatamente trascorso. Vedere il mondo come sarebbe in nostra assenza, solo i fantasmi godono forse di questa gioia eccezionale, e qualche volta il fotografo, nascosto dietro il suo obiettivo.
L’immagine va incontro alla luce venuta dall’oggetto e a quella venuta dallo sguardo.

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