Le ‘storie’ di Valentina Vannicola: tra letteratura e fotografia

 In La camera ibrida, Tematiche

© Valentina Vannicola

All good artists are intellectuals – not because they read a lot of books but because they refuse to accept received wisdom about issues that matter to them.

Tra il 2008 ed il 2009 Valentina Vannicola, nata nel 1982, ha realizzato la trasposizione visiva de Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll, de il Don Chisciotte della mancia diMiguel de Cervantes e de La principessa sul pisello di Hans Christian Andersen; tre cicli narrativi letti e tradotti in immagine in maniera del tutto originale. Nel corso del 2011 ha scattato il suo ultimo e lungamente nutrito progetto, L’inferno di Dante, dedicato al poema dantesco e attualmente esposto al MACRO Testaccio di Roma all’interno della selezione sulla giovane fotografia contemporanea italiana di FotoGrafia Festival Internazionale di Roma’, alla sua X edizione e dedicato al tema Motherland.

Il suo lavoro va incluso tra quelli dei fotografi che negli ultimi decenni lavorano nella direzione della staged o set photography, e cioè quella corrente della fotografia contemporanea che tende a ricreare situazioni apparentemente naturali benché conseguite in maniera del tutto artificiale, dove l’artista è regista ancor prima di fotografo. Pensiamo al canadese Jeff Wall le cui fotografie, definite da lui stesso ‘cinematografiche’in virtù della meticolosa costruzione di ogni dettaglio della scena che si vuole rappresentare, anticipano le “messe in scena” dei lavori fotografici di Valentina.

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