Artisti outsider cercasi

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La scoperta spesso casuale di un autore o di opere irregolari è un topos centrale nella storiografia del settore: l’epopea grafica di Henry Darger che viene rinvenuta, appena dopo la sua morte, dall’affittuario e fotografo Nathan Lerner; le bambole di Morton Bartlett scorte e subito acquistate da una commerciante d’arte, Marion Harris, a una fiera dell’antiquariato a New York…
Altre volte l’incontro non è fortuito ma c’è qualcuno che fa le valigie e parte, seguendo le tracce degli artisti, varcando i confini di altri paesi o talvolta quelli delle strutture che li hanno ospitati. In questo caso gli esempi sono illustri: Hans Prinzhorn e Jean Dubuffet.
Oggi sulle orme di menti creative originali e non classificabili, che si esprimono nel disegno come nell’allestimento di siti, sono studiosi indipendenti che si muovono a largo raggio, appellandosi a una rete di conoscenze e di segnalazioni , e altri che agiscono organizzando ricognizioni su porzioni del territorio. Per tutti il dato di partenza è la scarsità di informazioni. Dal momento che agli artisti irregolari quasi sempre è estranea la volontà di riconoscimento, se non limitata, in alcuni casi, alla comunità locale, manca la visibilità, le strategie di autopromozione, quindi gli elementi-base che possono orientare la ricerca .
Essendosi manifestato, negli ultimi anni, un crescente interesse per l’outsider art sul territorio italiano ed estero, anche i dibattiti e le occasioni espositive si sono moltiplicate e con esse l’interesse per la ricerca attiva di potenziali artisti.

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