Rosita Lappi conversa con Mario Martinelli, portatore d’ombra

 In Ricerche

Incontro con l’ombra

Attento al principio della casualità irriverente di matrice surrealista, Marcel Duchamp non solo si applicava alla riabilitazione dell’ombra ma intendeva anche fondare una “Società anonima dei portatori d’ombra”.
Se la figura umana è messa a nudo dalla sua ombra, anche, possiamo considerare Mario Martinelli a pieno titolo un portatore d’ombra, rivelatore e moltiplicatore di ombre portate, creature di un nuovo teatro dell’assurdo.
Mario Martinelli distacca l’ombra dal corpo, la rende autonoma, emancipata, finalmente capace di liberarsi dal suo substrato. Il suo lavoro viene da lontano, fa pensare agli studi di fisiognomica di Lavater, laddove il profilo della silhouette rivelava i segni dell’anima, ricorda baratti incauti dove si lascia al diavolo la propria ombra come fa lo Schlemihl di Adalbert von Chamisso, si abbevera alla fonte della letteratura gotica e delle sue creature terrifiche, coglie il tema del doppio e la scissione affettiva che la scoperta dell’inconscio porterà sotto la lente interpretativa della psicoanalisi.
L’ombra è un Doppelgänger dinamicamente produttivo di perturbante vita autonoma…

> Continua a leggere

Post recenti