Collezionismo. La magnifica ossessione

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Il collezionista possiede una preziosa qualità, la capacità di meravigliarsi del mondo e dei suoi oggetti, di intuirne la potenza evocativa, di entusiasmarsi della loro scoperta, di creare nessi tra i grandi capolavori e le piccole cose che ne hanno costituito il contesto storico, dando un’immagine più completa della cultura del passato (Benjamin, W. 1966). Legando le opere tra loro in quella che P. Valéry ha definito  «vertigine della mescolanza», il collezionista ordina le opere in una misteriosa relazione di senso e riordina, nel contempo, l’infinita geografia del proprio mondo interiore. Nel suo romanzo Il museo dell’innocenza, Orhan Pamuk (2008) ci offre una splendida storia di amore per gli oggetti toccati dalla esistenza di una donna molto amata e perduta, nella Istanbul degli anni ‘70. Questo scenario urbano e intimo sarà minuziosamente ricostruito a sua volta come teatro e come museo della storia d’amore dei due giovani protagonisti. Un museo (Il museo dell’innocenza, Istambul) che, al di fuori della finzione letteraria, è stato allestito nel 2012 in un palazzo di Istanbul grazie ad un accordo tra la città e lo scrittore. . . .

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Immagine: David Teniers, Erzherzog Leopold Wilhelm in visita alla collezione di dipinti, 1651.

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