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Nuvole in viaggio Archivi - Aracne https://aracne-rivista.it/category/rubriche/nuvole-in-viaggio/ Rivista d'Arte Wed, 29 Nov 2023 13:49:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.2 La trasparenza: fine o mezzo? https://aracne-rivista.it/la-trasparenza-fine-o-mezzo/ https://aracne-rivista.it/la-trasparenza-fine-o-mezzo/#respond Wed, 04 Jul 2018 16:00:45 +0000 https://aracne.vanillamarketing.it/?p=878 “Poiché né l’involucro né l’oggetto velato è il bello, ma l’oggetto nel suo involucro […] Poiché non si può definire altrimenti quell’oggetto a cui l’involucro è in definitiva essenziale. Poiché solo il bello, e nulla fuori di esso, può essere essenziale velando e restando velato, nel segreto è il fondamento divino della bellezza” (Walter Benjamin) […]

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“Poiché né l’involucro né l’oggetto velato è il bello, ma l’oggetto nel suo involucro […] Poiché non si può definire altrimenti quell’oggetto a cui l’involucro è in definitiva essenziale.
Poiché solo il bello, e nulla fuori di esso, può essere essenziale velando e restando velato,
nel segreto è il fondamento divino della bellezza”
(Walter Benjamin)

Una riflessione sulla trasparenza – termine oggi abusato e invocato soprattutto in relazione alla politica, alla giustizia, all’economia e alla libertà d’informazione – e sul concetto che ne deriva, inserito in un contesto come quello della società cosiddetta “post privacy”, in cui si esige spesso una   rinuncia alla sfera privata, in nome di una presunta comunicazione cristallina.
La trasparenza è un valore in sé? Oppure: lo è stata, oggi non lo è più e va “maneggiata con cura”?
Secondo il filosofo coreano Byung-Chul Han, la trasparenza è la più forte delle mitologie contemporanee: l’ideale della trasparenza è un concetto illusorio, un concetto che si trova già in Eraclito, poi in Sant’Agostino, e ancora in Freud; ma l’uomo non è mai trasparente a se stesso. . . . .

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Precari equilibri: sculture sospese o della leggerezza https://aracne-rivista.it/precari-equilibri-sculture-sospese-o-della-leggerezza/ https://aracne-rivista.it/precari-equilibri-sculture-sospese-o-della-leggerezza/#respond Fri, 28 Jul 2017 15:50:48 +0000 https://aracne.vanillamarketing.it/?p=865   Viviamo sospesi. Sospesi in un clima di incertezza generale, economica, professionale, culturale. Una condizione di precarietà, che non riguarda soltanto i giovani, ma tutti. Respiriamo questo clima esistenziale, in cui tutti siamo, in qualche modo, equilibristi dell’attesa. In attesa di una chiamata, di una lettera, di una e-mail, di un sms; comunque di una […]

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Viviamo sospesi. Sospesi in un clima di incertezza generale, economica, professionale, culturale. Una condizione di precarietà, che non riguarda soltanto i giovani, ma tutti.
Respiriamo questo clima esistenziale, in cui tutti siamo, in qualche modo, equilibristi dell’attesa. In attesa di una chiamata, di una lettera, di una e-mail, di un sms; comunque di una risposta, che spesso tarda o, peggio, non arriva.
L’attesa comporta coraggio, stabilità, equilibrio. Equilibristi della pazienza anche, allora, pazienza che non è infinita…
Sospeso, dal latino “suspensus”, significa attaccato in alto, elevato da terra, ma anche dubbioso, incerto, inquieto…

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Il senso dell’abitare. Una casa, e non solo. Abitarsi https://aracne-rivista.it/il-senso-dellabitare-una-casa-e-non-solo-abitarsi/ https://aracne-rivista.it/il-senso-dellabitare-una-casa-e-non-solo-abitarsi/#respond Tue, 10 Nov 2015 15:57:04 +0000 https://aracne.vanillamarketing.it/?p=874 «… Questo credo io piuttosto. La misura umana è tutta qui. Pieno di merito, ma poeticamente, abita l’uomo su questa terra. Ma l’ombra della notte con le stelle non è più pura, se così posso dire, dell’uomo che si chiama immagine del Divino.» (Friedrich Hölderlin) Abitare non significa occupare uno spazio, invaderlo con il proprio […]

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«… Questo credo io piuttosto. La misura umana è tutta qui.
Pieno di merito, ma poeticamente, abita l’uomo su questa terra.
Ma l’ombra della notte con le stelle non è più pura, se così posso dire,
dell’uomo che si chiama immagine del Divino
.»
(Friedrich Hölderlin)

Abitare non significa occupare uno spazio, invaderlo con il proprio corpo. È qualcosa di più, è un fatto intimo, che comporta l’attaccamento a qualcosa che ci rappresenta, qualcosa che è per noi un approdo e una tana; per questo l’abitare ha a che fare con l’anima, con la ricerca di sé.
Simbolo ancestrale di porto, rifugio, riparo, la casa è per molti una conquista, un nido che avvolge e protegge, ma può anche essere un miraggio. Essa è luogo per eccellenza dell’identità personale. Per questo prendersi cura della casa è, in fondo, un prendersi cura di sé. . . .

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Resistere ai sensi unici? Con l’arte si può. Monia Marchionni e Luca Bellumore https://aracne-rivista.it/resistere-ai-sensi-unici-con-larte-si-puo-monia-marchionni-e-luca-bellumore/ https://aracne-rivista.it/resistere-ai-sensi-unici-con-larte-si-puo-monia-marchionni-e-luca-bellumore/#respond Tue, 02 Jun 2015 08:08:32 +0000 https://aracne.vanillamarketing.it/?p=416 La parola d’ordine è “disagio”: il forte disagio che oggi accomuna intere generazioni di giovani (ventenni, ma anche trentenni e più) e che deriva da un senso di non appartenenza, di inadeguatezza, e quindi di solitudine. È di questo sentimento che ci parlano le opere di Luca Bellumore e di Monia Marchionni, esposte e riunite […]

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La parola d’ordine è “disagio”: il forte disagio che oggi accomuna intere generazioni di giovani (ventenni, ma anche trentenni e più) e che deriva da un senso di non appartenenza, di inadeguatezza, e quindi di solitudine.
È di questo sentimento che ci parlano le opere di Luca Bellumore e di Monia Marchionni, esposte e riunite per la prima volta al Palazzo del Ridotto di Cesena: del tentativo di resistere alle imposizioni della vita quotidiana, di non accettarle passivamente, di reagire alle regole impazzite. Ci parlano dello sforzo dei propri coetanei di esistere, nonostante tutto; di esistere pur vedendosi privati delle certezze necessarie ad un vivere sereno. . . .

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Con ago e filo: tessere, cucire, ricamare, unire… https://aracne-rivista.it/con-ago-e-filo-tessere-cucire-ricamare-unire/ https://aracne-rivista.it/con-ago-e-filo-tessere-cucire-ricamare-unire/#respond Tue, 04 Feb 2014 15:53:33 +0000 https://aracne.vanillamarketing.it/?p=869 «… Intricato e fitto è il ricamo delle circostanze. Il punto della formica nell’erba. L’erba cucita alla terra. Il disegno dell’onda in cui s’infila un fuscello. Si dà il caso che io sia qui e guardi. Sopra di me una farfalla bianca sbatte nell’aria ali che sono soltanto sue e sulle mani mi vola un’ombra, […]

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«… Intricato e fitto è il ricamo delle circostanze.
Il punto della formica nell’erba.
L’erba cucita alla terra.
Il disegno dell’onda in cui s’infila un fuscello.
Si dà il caso che io sia qui e guardi.
Sopra di me una farfalla bianca sbatte nell’aria
ali che sono soltanto sue
e sulle mani mi vola un’ombra,
non un’altra, non d’un altro, ma solo sua.
A tale vista mi abbandona sempre la certezza
che ciò che è importante
sia più importante di ciò che non lo è.»

(Wis?awa Szymborska)

Il verbo “tessere” deriva dal latino e significa “intrecciare al telaio i fili della trama con quelli dell’ordito, per fare una tela o altro tessuto”, ma anche comporre, come il ragno che tesse la sua tela e, in senso figurato, inventare: tessere un discorso, ma anche le lodi. Trame di un tessuto e di un racconto; fili di un ricamo e della memoria; intrecci di storie, reti di relazioni, legàmi, lacci e nodi che congiungono. Pezzi di vita tenuti insieme, a volte a stento, imposti, con aghi e spilli che, come le spine, trafiggono…

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Parole, parole, parole… https://aracne-rivista.it/parole-parole-parole/ https://aracne-rivista.it/parole-parole-parole/#respond Sat, 22 Jun 2013 15:47:48 +0000 https://aracne.vanillamarketing.it/?p=861 Nuvole passeggere, ora dense, ora lievi, che nascondono o rivelano. Questo sono le parole. Osservare il cammino delle nuvole è come mettersi in ascolto delle cose, sentirle, toccarle, assaporarle, amarle. E invece le parole pretendono di definire e delimitare. Come ha scritto Celati, “pretendono di regolare i conti con quello che succede là fuori, di descriverlo […]

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Nuvole passeggere, ora dense, ora lievi, che nascondono o rivelano. Questo sono le parole.
Osservare il cammino delle nuvole è come mettersi in ascolto delle cose, sentirle, toccarle, assaporarle, amarle.
E invece le parole pretendono di definire e delimitare. Come ha scritto Celati, “pretendono di regolare i conti con quello che succede là fuori, di descriverlo e definirlo. Ma là fuori tutto si svolge non in questo o in quel modo, c’entra poco con ciò che dicono le parole”.
Ogni volta che osserviamo qualcosa dovremmo liberarci dai codici familiari che ci portiamo appresso; per farlo è necessario andare alla deriva, in mezzo a tutto ciò che non si comprende, arrivare a una foce, in cui sentirsi smarriti…

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