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La cura dell’arte / L’arte della cura Archivi - Aracne https://aracne-rivista.it/category/rubriche/la-cura-dellarte-larte-della-cura/ Rivista d'Arte Tue, 10 Dec 2024 16:16:29 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.2 FOLLIA E GESTUALITÀ IN ALCUNE OPERE DEL RINASCIMENTO ITALIANO E FIAMMINGO https://aracne-rivista.it/follia-e-gestualita-in-alcune-opere-del-rinascimento-italiano-e-fiammingo/ https://aracne-rivista.it/follia-e-gestualita-in-alcune-opere-del-rinascimento-italiano-e-fiammingo/#respond Mon, 18 Apr 2022 15:04:14 +0000 https://aracne-rivista.it/?p=4270   Con l’affacciarsi del Rinascimento, nel mondo fiammingo e in quello italiano la raffigurazione della follia – metafora del vizio e dell’irrazionalità – suscitò un enorme interesse. Gli sconvolgimenti dettati dalla Riforma protestante, le lacerazioni religiose e le tensioni sociali, indurranno i fiamminghi a considerare la pazzia come un male indotto da forze sovrannaturali esterne. […]

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Con l’affacciarsi del Rinascimento, nel mondo fiammingo e in quello italiano la raffigurazione della follia – metafora del vizio e dell’irrazionalità – suscitò un enorme interesse. Gli sconvolgimenti dettati dalla Riforma protestante, le lacerazioni religiose e le tensioni sociali, indurranno i fiamminghi a considerare la pazzia come un male indotto da forze sovrannaturali esterne. Nel linguaggio iconografico delle Fiandre, profondamente condizionato dai retaggi medioevali – legati al potere del mito e della superstizione – artisti come Hieronymus Bosch (Narrenschiff, 1494) e Sebastian Brant (Nemo-non/Niemand, 1558; Dulle Griet, 1563 circa), creeranno figure umane mostruose, caricaturali e deformi nel tentativo di dare voce ed esorcizzare la pessimistica concezione della vita propria dei paesi del nord. In Italia, invece, il trionfalismo rinascimentale si servirà da un lato dei lazzi e della comicità del folle-giullare, per denunciare il disordine e il caos, dall’altro considererà la pazzia come forza liberatrice e catartica, necessaria per giungere alla vera saggezza. Partendo dalle raffigurazioni offerteci prima da Bibbie, codici miniati e Salteri medioevali (Salmo 52) e poi dai Tarocchi, la carta del Matto (nei cosiddetti “Tarocchi di Carlo VI, XV secolo) definisce l’immagine frivola e derisoria del folle-buffone, a cui ben presto si accosterà la figura del pazzo melanconico e vagabondo, propria  del Misero (“Tarocchi del cosiddetto Mantegna”, 1465-1475) e del Booz di Michelangelo nella Cappella Sistina (1511-1512). In quest’ottica la follia svela all’uomo italiano la sua fugacità, la mortalità, le debolezze e il dolore, portandolo di fronte a se stesso e costringendolo a considerare il corpo e le sue espressioni in relazione ai complessi moti interiori che abitano il singolo, come descritto dal Triplo Ritratto, Arrigo peloso, Pietro matto e Amon nano (1590-1600) di Agostino Carracci. 

Immagine: A. Carracci, Triplo ritratto (Arrigo Peloso, Pietro Matto e Amor Nano), 1598-1600, olio su tela, 101×103 cm, Museo nazionale di Capodimonte, Napoli.

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Insinuazioni letterarie: nelle pieghe dell’identità https://aracne-rivista.it/insinuazioni-letterarie-nelle-pieghe-dellidentita/ https://aracne-rivista.it/insinuazioni-letterarie-nelle-pieghe-dellidentita/#respond Wed, 15 Dec 2021 14:52:34 +0000 https://aracne-rivista.it/?p=4090   Insinuazioni letterarie: nelle pieghe dell’identità… dentro l’uno… Queste mie pagine titolano “insinuazioni” proprio perché ad interessarmi di più è il loro essere “sinus”, secondo l’etimologia latina, cioè il loro proporsi come pieghe, incavi, insenature ma anche come filamenti dell’anima, del cuore. Conduco queste mie “insinuazioni letterarie” relative ad un’identità che si vorrebbe (e ripeto […]

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Insinuazioni letterarie: nelle pieghe dell’identità… dentro l’uno…

Queste mie pagine titolano “insinuazioni” proprio perché ad interessarmi di più è il loro essere “sinus”, secondo l’etimologia latina, cioè il loro proporsi come pieghe, incavi, insenature ma anche come filamenti dell’anima, del cuore. Conduco queste mie “insinuazioni letterarie” relative ad un’identità che si vorrebbe (e ripeto “si vorrebbe”), compatta attraverso una serie di frammenti sapidi di significato che, almeno idealmente, accompagnano la perdita della compattezza dell’Io, a mio parere oggi gradualmente sempre più “filamentosa”, quando non addirittura “grumosa” o anche “oleosa”. Imposto così il mio lavoro di riflessione poiché fra le righe della letteratura pare a me, che sono docente di letteratura italiana e latina da tanti anni ormai nonché da sempre vorace lettrice, di orientarmi con maggior profitto nel tentativo di far correre insieme, l’una accanto all’altra come su una biga alata di platoniana memoria, la parte emotiva e la parte razionale che ci sono in ciascuno di noi. E ciò nella convinzione che la letteratura abbia significati sempre nuovi a chi la sappia interrogare con costanza, ardimento e saggezza.

Immagine: Michelangelo Merisi da Caravaggio, Narciso, 1597-1599, Galleria nazionale di arte antica – Palazzo Barberini, Roma.

 

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IN BILICO FRA OPPOSTI. Note stonate del dolore mentale https://aracne-rivista.it/in-bilico-fra-opposti-note-stonate-del-dolore-mentale/ https://aracne-rivista.it/in-bilico-fra-opposti-note-stonate-del-dolore-mentale/#respond Fri, 16 Oct 2020 12:29:09 +0000 https://aracne-rivista.it/?p=3122 L’arte e la letteratura, discipline che insegno da anni ormai nelle aule di un liceo di provincia, affondano le proprie profonde radici nei topos che di volta in volta danno forma alla percezione, e alla conseguente fruizione, anche di quanto è ritenuto scarto rispetto all’umano tradizionalmente inteso, nella costante tendenza dell’uomo a riempire il vuoto, […]

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L’arte e la letteratura, discipline che insegno da anni ormai nelle aule di un liceo di provincia, affondano le proprie profonde radici nei topos che di volta in volta danno forma alla percezione, e alla conseguente fruizione, anche di quanto
è ritenuto scarto rispetto all’umano tradizionalmente inteso, nella costante tendenza dell’uomo a riempire il vuoto, anche di senso, intrinseco alla finitudine delle cose create.  Si pensi, in merito, all’horror vacui di barocca memoria. Il vuoto, e il silenzio, cioè rispettivamente, come ebbe a dire Leopardi, gli
“interminati spazi (…) . . .

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Immagine: Gustave Dorè, Don Chisciotte contro i mulini a vento, 1882

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LE MANI, VEICOLO DI CONOSCENZA INCARNATA. Riflessioni suggerite dall’Arte pittorica del ‘500 https://aracne-rivista.it/le-mani-veicolo-di-conoscenza-incarnata-riflessioni-suggerite-dallarte-pittorica-del-500/ https://aracne-rivista.it/le-mani-veicolo-di-conoscenza-incarnata-riflessioni-suggerite-dallarte-pittorica-del-500/#respond Wed, 09 Sep 2020 21:51:35 +0000 https://aracne-rivista.it/?p=3081 Il repentino e tassativo imperativo al distanziamento sociale, legittimato dalla pandemia Covid-19, ha indotto anche una sostanziale e generalizzata “demonizzazione” della mano. Un “noli me tangere” diffuso a livello planetario ha risignificato, infatti, la mano da strumento primario di espressione non verbale di un “noi dialogante” a inesorabile veicolo di contatto/contagio tanto da dover essere […]

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Il repentino e tassativo imperativo al distanziamento sociale, legittimato dalla pandemia Covid-19, ha indotto anche una sostanziale e generalizzata “demonizzazione” della mano. Un “noli me tangere” diffuso a livello planetario ha risignificato, infatti, la mano da strumento primario di espressione non verbale di un “noi dialogante” a inesorabile veicolo di contatto/contagio tanto da dover essere bandita anche come manifestazione liturgica di segno di pace. L’ arte pittorica del ‘500, rivisitata alla luce dell’attuale perturbante contingenza, offre spunti significativi sia per focalizzare le valenze, reali e simboliche della mano, sia per riflettere sulle possibili conseguente della deprivazione del contatto interumano.
La dolorosa mancanza di una “manipolazione” del Sè ha, inevitabilmente, effetti traumatici in tutte le età della vita; se riconosciuta ed elaborata creativamente può, però, divenire occasione di comprensione e di accesso alla dimensione del desiderio. . . .

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Immagine: A. Dürer, Cristo dodicenne tra i dottori (particolare), olio su tavola di pioppo, 65 X 80 cm, 1506, Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid. 

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Trame multiformi di geografie creative https://aracne-rivista.it/trame-multiformi-di-geografie-creative/ https://aracne-rivista.it/trame-multiformi-di-geografie-creative/#respond Wed, 18 Mar 2020 13:11:49 +0000 https://aracne.vanillamarketing.it/?p=1122 La scorsa estate, mentre preparavo questo scritto, mi sono interessata all’opera di un chierico cartografo e miniaturista del trecento, Opicino de Canistris (1296 – 1352), vissuto in una Italia attraversata da guerre ed epidemie, in un Medioevo devoto e inquieto. Dove mi porterà Opicino, mi chiedevo, affascinata dal suo mondo, sembrandomi lontano dal tema del […]

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La scorsa estate, mentre preparavo questo scritto, mi sono interessata all’opera di un chierico cartografo e miniaturista del trecento, Opicino de Canistris (1296 – 1352), vissuto in una Italia attraversata da guerre ed epidemie, in un Medioevo devoto e inquieto. Dove mi porterà Opicino, mi chiedevo, affascinata dal suo mondo, sembrandomi lontano dal tema del convegno della IAAP a cui ero stata invitata a parlare, a conclusione della mostra di Jane McAdam Freud,  Woman as Taboo. Quando nelle carte di Opicino ho trovato rappresentata la città di Genova, ho capito che c’era un nodo misterioso di coincidenze che lo legava al nostro Convegno e che dovevo rivelarlo. Ma questo lo vedremo più avanti. . . . .

1) Relazione al Convegno dell’International Association for Art and Psychology, “Emozione estetica, processi creativi e vicissitudini delle identità – Riflessioni a margine della mostra Woman as Taboo di Jane McAdam Freud”. Genova, ex Ospedale Psichiatrico di Quarto, 12 ottobre 2019.

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DONNA COME TABU’. Note da una residenza d’artista https://aracne-rivista.it/donna-come-tabu-note-da-una-residenza-dartista/ https://aracne-rivista.it/donna-come-tabu-note-da-una-residenza-dartista/#respond Sun, 15 Mar 2020 13:08:42 +0000 https://aracne.vanillamarketing.it/?p=1117 [Immagine: TEMPO PER LEI, di Jane McAdam Freud ©, 2018] In primo luogo, voglio ringraziare IMFI, IAAPs e tutti coloro che hanno facilitato la mia ‘residenza d’artista’ genovese e collaborato all’allestimento delle due mostre che ne sono il frutto: “Woman as Taboo – objects”, all’ex Ospedale Psichiatrico di Quarto, e Woman as Taboo- images al […]

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[Immagine: TEMPO PER LEI, di Jane McAdam Freud ©, 2018]

In primo luogo, voglio ringraziare IMFI, IAAPs e tutti coloro che hanno facilitato la mia ‘residenza d’artista’ genovese e collaborato all’allestimento delle due mostre che ne sono il frutto: “Woman as Taboo – objects”, all’ex Ospedale Psichiatrico di Quarto, e Woman as Taboo- images al Palazzo Ducale. Un grazie particolare a Roberto Boccalon, Gianfranco Vendemiati e Claudio Costa, le cui opere sono state fonte di un dialogo creativo.
Nella bellissima città di Genova, con i suoi spettacolari panorami dove monti, mare e cielo si fondono, ho trovato colore; il colore blu delle persiane in contrapposizione al mare turchese e agli occhi azzurri di Gianfranco Vendemiati, abbinati all’emozionante blu del cielo.
Gianfranco aveva raccolto e messo a disposizione diversi oggetti, scartati e non, molti dei quali ho trovato durante la mia prima visita nel mese di ottobre 2017. Fin dall’inizio, Gianfranco mostrava un vivo interesse e mi ha seguito durante il periodo della mia permanenza per tutto il tempo che ha potuto. . . . .

1) Relazione al Convegno dell’International Association for Art and Psychology, “Emozione estetica, processi creativi e vicissitudini delle identità – Riflessioni a margine della mostra Woman as Taboo di Jane McAdam Freud”. Genova, ex Ospedale Psichiatrico di Quarto, 12 ottobre 2019.

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OBJECT AUTHORITY https://aracne-rivista.it/object-authority/ https://aracne-rivista.it/object-authority/#respond Sat, 08 Dec 2018 12:57:23 +0000 https://aracne.vanillamarketing.it/?p=1103     Nell’estate del 2015 sono stata invitata come “artista in residenza” alla Harrow School di Londra. È una scuola “Private”, però la chiamiamo stranamente “Pubblica”, fondata nel 1572. È organizzata come collegio a tempo pieno per ragazzi dai tredici ai diciotto anni ed è, con Eton, una delle due migliori scuole del paese. È […]

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BRASS, Jane McAdam Freud

Nell’estate del 2015 sono stata invitata come “artista in residenza” alla Harrow School di Londra. È una scuola “Private”, però la chiamiamo stranamente “Pubblica”, fondata nel 1572. È organizzata come collegio a tempo pieno per ragazzi dai tredici ai diciotto anni ed è, con Eton, una delle due migliori scuole del paese. È un mondo a parte, all’interno del mondo reale, isolato in cima alla collina, separato e protetto dalla comunità.
La residenza è iniziata nel Settembre 2015 ed è terminata il primo luglio 2017. Presenterò ed illustrerò i lavori realizzati durante tale periodo, assemblando materiali di recupero. Fuori dalle sue “porte”, si sa poco della scuola. . . .

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Associare ed interpretare ad arte. Riflessioni in margine al seminario “OBJECT AUTHORITY” https://aracne-rivista.it/associare-ed-interpretare-ad-arte-riflessioni-in-margine-al-seminario-object-authority/ https://aracne-rivista.it/associare-ed-interpretare-ad-arte-riflessioni-in-margine-al-seminario-object-authority/#respond Sat, 01 Dec 2018 13:04:28 +0000 https://aracne.vanillamarketing.it/?p=1113 Nella lingua araba classica una radice comune lega tappeto e farfalla, non solo per la fascinazione dei colori, ma perchè il tessere e l’annodare, come le coreografie disegnate dal battito d’ali sembrano alludere alle vicende umane, che appaiono ordite da invisibili mani o fremiti d’ali. Molteplici ed inconsci inttrecci ci incrociano e concorrono a plasmare […]

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Nella lingua araba classica una radice comune lega tappeto e farfalla, non solo per la fascinazione dei colori, ma perchè il tessere e l’annodare, come le coreografie disegnate dal battito d’ali sembrano alludere alle vicende umane, che appaiono ordite da invisibili mani o fremiti d’ali. Molteplici ed inconsci inttrecci ci incrociano e concorrono a plasmare il nostro “essere nel mondo”. Nell’estate del 1897 Freud trascorre l’ultima settimana di agosto a Venezia, in vacanza con la moglie Martha.
Il 2 settembre, Martha torna in Istria e Sigmund prosegue per Pisa, Orvieto, Arezzo e Firenze, da dove gli scrive: “In procinto di visitare gli Uffizi, aprono alle 10…Intenzione di restare qui fino a venerdì sera, poi…. Rimini, poi…Ancona da dove salpa la nave per Fiume., e…successiva partenza con te per Vienna” (15 settembre). . . .

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L’arte e il linguaggio dell’inconscio: le origini della creatività e le sue dinamiche psichiche https://aracne-rivista.it/larte-e-il-linguaggio-dellinconscio-le-origini-della-creativita-e-le-sue-dinamiche-psichiche/ https://aracne-rivista.it/larte-e-il-linguaggio-dellinconscio-le-origini-della-creativita-e-le-sue-dinamiche-psichiche/#respond Sat, 01 Dec 2018 12:59:31 +0000 https://aracne.vanillamarketing.it/?p=1108 «Ovunque vada scopro che prima di me, lì, c’è già stato un poeta». S. Freud Il rapporto tra Arte e creatività dal punto di osservazione psicoanalitico. È un rapporto che va al cuore della nostra psiche, all’interno della parte più profonda e per molti versi oscura attorno a cui ruota l’animo umano.  Una relazione che […]

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«Ovunque vada scopro che prima di me, lì, c’è già stato un poeta».
S. Freud

Il rapporto tra Arte e creatività dal punto di osservazione psicoanalitico. È un rapporto che va al cuore della nostra psiche, all’interno della parte più profonda e per molti versi oscura attorno a cui ruota l’animo umano.  Una relazione che rappresenta un percorso nell’inconscio: sogni, visioni, simboli, suggestioni, illusioni, immaginario artistico e rottura dell’ordine simbolico.
Da quando Freud dedicò una parte rilevante dei suoi scritti alla creatività, ai temi dell’illusione estetica e del simbolismo, allo studio analitico di opere e autori, il dialogo tra arte e psicoanalisi è continuato ininterrotto, Se il sogno, come ricorda Freud, è la via principale per accedere all’inconscio, così l’arte si aggira, a vario titolo, attorno alla visibilità estetica dell’esperienza onirica, situandola a ogni modo all’interno di scenari personali, storici e culturali, opere che proiettate sulla scena dell’arte, indagano la raffigurabilità dei contenuti inconsci. . . .

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Contatti Luminosi https://aracne-rivista.it/contatti-luminosi/ https://aracne-rivista.it/contatti-luminosi/#respond Tue, 20 Feb 2018 12:54:29 +0000 https://aracne.vanillamarketing.it/?p=1099 La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a se stesso riguardo a ciò che ha visto. (Pablo Picasso) E un sepolto in me canta che la pietraia forza come radice,  e tenta segni dell’opposto cammino. (Salvatore Quasimodo) Se la prima infanzia è […]

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La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede,
ma ciò che sente, ciò che dice a se stesso riguardo a ciò che ha visto.

(Pablo Picasso)

E un sepolto in me canta
che la pietraia forza
come radice,  e tenta segni
dell’opposto cammino
.
(Salvatore Quasimodo)

Se la prima infanzia è lo spazio privilegiato della costruzione dell’identità personale, l’adolescenza è certamente la fase della vita in cui l’effettiva consistenza di tale ritratto è messa duramente alla prova da cambiamenti repentini, biologici e psicologici, dall’ambivalenza tra la spinta a bruciare le tappe evolutive  e l’attrazione nostalgica per i “paesaggi mentali” dell’infanzia. Per tutti tale snodo esistenziale potrebbe essere descritto come: “L’ora in cui le cose (…) attraversano come un limbo incerto, appena  sfiorate (…) dalla luce, l’ora in cui meno si è sicuri dell’esistenza del mondo.”
Per Nicolò Tommaso Perina, l’adolescenza si associa anche alla traumatica comparsa dei sintomi di una malattia che investe in modo subdolo, lento e pervasivo il corpo compromettendo via via le funzioni sensitive e motorie. . . . .

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