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Claudia Antonella Pastorino, Autore presso Aracne https://aracne-rivista.it/author/claudia-antonella-pastorino/ Rivista d'Arte Sun, 01 Oct 2023 06:58:37 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.2 Un ballo in maschera, da Stoccolma a Boston. Parte I https://aracne-rivista.it/un-ballo-in-maschera-da-stoccolma-a-boston-parte-i/ https://aracne-rivista.it/un-ballo-in-maschera-da-stoccolma-a-boston-parte-i/#respond Sun, 01 Oct 2023 06:08:23 +0000 https://aracne-rivista.it/?p=4979 Ricordando il 210° dalla nascita di Giuseppe Verdi Un ballo in maschera, da Stoccolma a Boston di Claudia Antonella Pastorino Per ricordare e onorare il 210° dalla nascita di Giuseppe Verdi (1813-1901), ho scelto Un ballo in maschera, l’opera più bella della sua produzione centrale, quella tra la Trilogia (Rigoletto, Il Trovatore, La Traviata), i […]

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Ricordando il 210° dalla nascita di Giuseppe Verdi

Un ballo in maschera, da Stoccolma a Boston

di Claudia Antonella Pastorino

Per ricordare e onorare il 210° dalla nascita di Giuseppe Verdi (1813-1901), ho scelto Un ballo in maschera, l’opera più bella della sua produzione centrale, quella tra la Trilogia (Rigoletto, Il Trovatore, La Traviata), i rifacimenti e i nuovi titoli che chiuderanno il ciclo di una gloriosa attività (La forza del destino, Don Carlo, Aida, Otello e Falstaff). In queste colonne viene ripercorsa la sofferta genesi a causa dei problemi con la censura presente negli Stati italiani di allora e le difficoltà da parte del compositore d’imporre i suoi inoppugnabili concetti teatrali, rivelatisi sempre infallibili per la riuscita dei soggetti scelti. Poiché un regicidio in scena non era ammesso, la storia del re svedese Gustavo III – assassinato nel 1792 durante un ballo mascherato – verrà spostata a Boston alla fine del XVII secolo e il re diventerà il Conte Riccardo. Dopo molte diatribe soprattutto con Napoli, cui l’opera era inizialmente destinata, arriverà l’andata in scena al Teatro Apollo di Roma il 17 febbraio 1859. Non era un soggetto nuovo, essendo già stato riproposto anni prima da Daniel Auber e Saverio Mercadante, ma Verdi seppe farne una novità assoluta, con una carica vitale e dinamica mai profusa prima. Tutto l’intreccio è mozzafiato e musicalmente principesco, ricco di colpi di scena che la caparbietà del compositore non permise di manipolare, in barba a tutte le censure del mondo.

 

Immagine: Carnevale veneziano e maschere – Lorenzo Tiepolo

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Un ballo in maschera, da Stoccolma a Boston. Parte II https://aracne-rivista.it/un-ballo-in-maschera-da-stoccolma-a-boston-parte-ii/ https://aracne-rivista.it/un-ballo-in-maschera-da-stoccolma-a-boston-parte-ii/#respond Sun, 01 Oct 2023 05:53:07 +0000 https://aracne-rivista.it/?p=4969 Ricordando il 210° dalla nascita di Giuseppe Verdi Un ballo in maschera, da Stoccolma a Boston. Parte II di Claudia Antonella Pastorino In queste pagine l’attenzione si concentra sul confronto tra il Gustavo III, riproposto in teatro e in cd nei primi anni Duemila, e la successiva Una vendetta in domino fino al risultato finale […]

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Ricordando il 210° dalla nascita di Giuseppe Verdi

Un ballo in maschera, da Stoccolma a Boston. Parte II

di Claudia Antonella Pastorino

In queste pagine l’attenzione si concentra sul confronto tra il Gustavo III, riproposto in teatro e in cd nei primi anni Duemila, e la successiva Una vendetta in domino fino al risultato finale de Un ballo in maschera, operazione storico-filologica molto interessante per scoprire e capire il materiale su cui Verdi ha effettivamente lavorato apportando modifiche e ritocchi tuttavia non sostanziali (alla fine il 75 per cento della partitura risulta essere quello di Vendetta). Quindi si passa a un breve ritratto del protagonista storico, re Gustavo III, sovrano illuminato del suo tempo, e all’attenzione del compositore verso quelle parti vocali e strumentali pensate per la corte di Svezia con i suoi nomi svedesi come doveva essere in origine (prima cioè dei mutamenti imposti dalle varie censure). Se per Stoccolma è tutto più stretto e controllato, per Boston l’ispirazione incontra l’apice dell’inventiva e della fusione perfetta tra il tragico e il festoso, soprattutto per l’inserimento dell’irrequietissimo paggio Oscar, l’unico ruolo verdiano en travesti. Da sottolineare l’originalità delle parti danzanti, bellissime dall’inizio alla fine, che non sono mai squarci per sola orchestra, ma si esprimono e si sviluppano attraverso le voci, nelle voci (coro e personaggi, soprattutto Oscar).

 

Immagine: Ballo in maschera di Andrea Pirani

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Un ballo in maschera, da Stoccolma a Boston. Parte III (Fine) https://aracne-rivista.it/un-ballo-in-maschera-da-stoccolma-a-boston-parte-iii-fine/ https://aracne-rivista.it/un-ballo-in-maschera-da-stoccolma-a-boston-parte-iii-fine/#respond Sun, 01 Oct 2023 05:18:52 +0000 https://aracne-rivista.it/?p=4967   Ricordando il 210° dalla nascita di Giuseppe Verdi Un ballo in maschera, da Stoccolma a Boston. Parte III (Fine) di Claudia Antonella Pastorino   I personaggi e i caratteri dell’opera, qui sviluppati ampiamente, accompagnano il lettore nella vita di corte, negli intrighi di palazzo e nelle vicende dei protagonisti. Scopriamo insieme il coro che […]

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Ricordando il 210° dalla nascita di Giuseppe Verdi

Un ballo in maschera, da Stoccolma a Boston. Parte III (Fine)

di Claudia Antonella Pastorino

 

I personaggi e i caratteri dell’opera, qui sviluppati ampiamente, accompagnano il lettore nella vita di corte, negli intrighi di palazzo e nelle vicende dei protagonisti. Scopriamo insieme il coro che ama (i sudditi fedeli) e il coro che odia (i congiurati Tom e Samuel con gli adepti), l’amore del reggente per la moglie del segretario nonché miglior amico Renato, l’allegria contagiosa del paggio Oscar, la maga Ulrica che vaticinerà al governatore la morte per man d’un amico, ovvero il primo che gli stringerà la mano (entra all’improvviso Renato e gliela stringerà). E, ancora, vedremo Amelia nel campo dei supplizi capitali a cercare l’erba indicatale da Ulrica per disinnamorarsi di Riccardo, costui che la raggiunge ed entrambi che si dichiarano, il marito ignaro che per sventare l’agguato al suo signore corre ad avvertirlo fin lì e non sospetta della dama velata al suo fianco. Dopo l’uscita del Conte, che gli ha fatto promettere di scortare la signora in città senza mai tentare di scoprirne il volto, il colpo di scena: per evitare lo scontro tra i congiurati e il marito, Amelia si slancia e il velo le cade dal viso. Tom e Samuel se la ridono di gusto, mentre Renato, sconvolto, passa dalla loro parte e li invita a casa sua. Vorrebbe punire la consorte uccidendola, ma poi decide di vendicarsi del Conte il cui ritratto è davanti a lui, in un grande quadro alla parete. Assistiamo al giuramento dei tre cospiratori, al sorteggio del nome del sicario estratto proprio da Amelia su ordine del marito (sarà lui il prescelto), all’arrivo di Oscar che reca gli inviti per un ballo in maschera splendidissimo. A palazzo, già in tripudio per la festa, seguiranno la sofferta decisione del Conte di far rimpatriare i coniugi in Inghilterra, l’ultimo incontro con l’amata che invano gli aveva mandato un biglietto anonimo per avvisarlo del pericolo e infine, in rapido svolgimento, la rivelazione carpita a Oscar da Renato per conoscere il costume del governatore, il colpo di pugnale e la maestosa conclusione affidata al coro e al morente.

 

Immagine: Ballo in maschera durante il Carnevale in una casa aristocratica francese nel 1700

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Il più discusso compositore del teatro musicale di fine Ottocento. Alfredo Catalani, l’illustre intruso. Parte I https://aracne-rivista.it/il-piu-discusso-compositore-del-teatro-musicale-di-fine-ottocento-alfredo-catalani-lillustre-intruso-parte-i/ https://aracne-rivista.it/il-piu-discusso-compositore-del-teatro-musicale-di-fine-ottocento-alfredo-catalani-lillustre-intruso-parte-i/#respond Sun, 30 Oct 2022 15:08:09 +0000 https://aracne-rivista.it/?p=4478 PARTE I Scrivere, o anche semplicemente parlare, di Alfredo Catalani (Lucca 1854 – Milano 1893), il musicista lucchese annoverato sgarbatamente tra i minori e liquidato come tale e quasi con fastidio dalla musicologia più del nostro tempo che del suo, provoca un senso di sconforto, anche di dispiacere, ma soprattutto d’imbarazzo: imbarazzo non su Catalani, […]

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PARTE I

Scrivere, o anche semplicemente parlare, di Alfredo Catalani (Lucca 1854 – Milano 1893), il musicista lucchese annoverato sgarbatamente tra i minori e liquidato come tale e quasi con fastidio dalla musicologia più del nostro tempo che del suo, provoca un senso di sconforto, anche di dispiacere, ma soprattutto d’imbarazzo: imbarazzo non su Catalani, bensì per tutti coloro che lo hanno deprezzato – e disprezzato – continuando a farlo attraverso un beffardo silenzio. Spinge forse a risollevarne le sorti il sentimento di pietà in quanto malato e vittima di tisi a soli 39 anni? Anche, ma questo fa parte di un personale destino umano e di un umano senso di solidarietà dovutogli, il punto è un altro. . . .

Immagine: L’Edera (1878), opera di Tranquillo Cremona raffigurante Catalani e il suo tormento creativo

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Il più discusso compositore del teatro musicale di fine Ottocento. Alfredo Catalani, l’illustre intruso. Parte II https://aracne-rivista.it/il-piu-discusso-compositore-del-teatro-musicale-di-fine-ottocento-alfredo-catalani-lillustre-intruso-parte-ii/ https://aracne-rivista.it/il-piu-discusso-compositore-del-teatro-musicale-di-fine-ottocento-alfredo-catalani-lillustre-intruso-parte-ii/#respond Sun, 30 Oct 2022 15:04:43 +0000 https://aracne-rivista.it/?p=4474 PARTE II Catalani apparteneva alla scuderia di Giovannina Strazza Lucca – Lucca è qui ovviamente un cognome – moglie dal 1832 del capostipite Francesco, secondo clarinetto nelle orchestre del Teatro alla Scala e della Canobbiana e abile incisore di musica, attività appresa in giovanissima età presso la casa editrice di Giovanni Ricordi. Donna manager intraprendente, […]

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PARTE II

Catalani apparteneva alla scuderia di Giovannina Strazza Lucca – Lucca è qui ovviamente un cognome – moglie dal 1832 del capostipite Francesco, secondo clarinetto nelle orchestre del Teatro alla Scala e della Canobbiana e abile incisore di musica, attività appresa in giovanissima età presso la casa editrice di Giovanni Ricordi. Donna manager intraprendente, divenne stretta collaboratrice del marito, dimostrando di non guardare solo agli affari. Per lei contavano i rapporti personali – che sapeva condurre con affabilità – ed era amica di Bellini e della moglie di Verdi, la Strepponi, inoltre seppe mantenere cordiali rapporti con Auber, Gounod, Halévy e Meyerbeer. . . . .

Immagine: Ritratto di Alfredo Catalani.

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Il più discusso compositore del teatro musicale di fine Ottocento. Alfredo Catalani, l’illustre intruso. Parte III (L’epilogo) https://aracne-rivista.it/il-piu-discusso-compositore-del-teatro-musicale-di-fine-ottocento-alfredo-catalani-lillustre-intruso-parte-terza-lepilogo/ https://aracne-rivista.it/il-piu-discusso-compositore-del-teatro-musicale-di-fine-ottocento-alfredo-catalani-lillustre-intruso-parte-terza-lepilogo/#respond Sun, 30 Oct 2022 14:57:17 +0000 https://aracne-rivista.it/?p=4464 PARTE III (L’epilogo) Riconoscere a Catalani i giusti meriti non significa scegliere o essere costretti a scegliere tra lui e gli altri, l’unica differenza è sul percorso e sulle fortune. Per Puccini si aprono porte e trionfi, per Catalani no. Per lui è tutto faticoso, tutto in salita, ogni cosa deve sudarsela e conquistarsela come […]

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PARTE III (L’epilogo)

Riconoscere a Catalani i giusti meriti non significa scegliere o essere costretti a scegliere tra lui e gli altri, l’unica differenza è sul percorso e sulle fortune.

Per Puccini si aprono porte e trionfi, per Catalani no. Per lui è tutto faticoso, tutto in salita, ogni cosa deve sudarsela e conquistarsela come un ragazzetto alle prime armi. «Alle audizioni Puccini è sempre invitato, io mai… Indizio eloquente!» (11 giugno 1892). «Finché in Casa Ricordi regnerà Puccini io dovrò rassegnarmi a fare da pertichino» (2 luglio 1892). . . .

Immagine: Storico bozzetto per la messa in scena de La Wally

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Verso il Centenario Pucciniano. Manon Lescaut, rivoluzione dell’ultimo Ottocento https://aracne-rivista.it/verso-il-centenario-pucciniano-manon-lescaut-rivoluzione-dellultimo-ottocento/ https://aracne-rivista.it/verso-il-centenario-pucciniano-manon-lescaut-rivoluzione-dellultimo-ottocento/#respond Wed, 18 May 2022 14:55:20 +0000 https://aracne-rivista.it/?p=4302   Un libretto a troppe mani Da Massenet a Puccini: opera italiana da grand-opéra o da opéra-comique oppure nessuna delle due? La Manon Lescaut è un caso a sé nell’ambito della produzione pucciniana. Nonostante la grandezza delle consorelle che l’hanno seguita nel tempo, è la prima perfezione del compositore lucchese e ha una fisionomia unica, […]

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Un libretto a troppe mani
Da Massenet a Puccini: opera italiana da grand-opéra o da opéra-comique oppure nessuna delle due? La Manon Lescaut
è un caso a sé nell’ambito della produzione pucciniana. Nonostante la grandezza delle consorelle che l’hanno seguita nel tempo, è la prima perfezione del compositore lucchese e ha una fisionomia unica, carica di un linguaggio variatissimo, sensuale e dannato a un tempo. Meritò il trionfo, il 1° febbraio 1893 al Teatro Regio di Torino, con trenta uscite del Maestro alla ribalta e la certezza del primo grande successo che non sarebbe stato l’ultimo, eppure resta ancora oggi opera contraddittoria, sempre discussa per la sua sconvolgente novità che non ha più nulla dei modi tradizionali del melodramma. Discontinua, come se soffrisse di allucinazioni, di febbri in salita e in picchiata, non convince un critico della statura di Massimo Mila, per il quale è opera che “non sta in piedi”.
Ma Mila era avvezzo ai grandi respiri verdiani, al rigore e alle regole del melodramma del secondo Ottocento, all’ordine costituito dei caratteri dell’opera nobile fatta di teste coronate, eroi, fanciulle illibate, sacrificio, amori contrastati, sentimenti a tutto spiano (patria, famiglia, amore romantico, onore e dignità fino alle estreme conseguenze), pochi vizi spettanti al cattivo di turno o a qualche personaggio di contorno. . . .

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Le foto della Storia. Regio People e il pubblico, l’omaggio fotografico del Teatro Regio https://aracne-rivista.it/le-foto-della-storia-regio-people-e-il-pubblico-lomaggio-fotografico-del-teatro-regio/ https://aracne-rivista.it/le-foto-della-storia-regio-people-e-il-pubblico-lomaggio-fotografico-del-teatro-regio/#respond Sun, 28 Mar 2021 18:28:05 +0000 https://aracne-rivista.it/?p=3588 Parma e il suo teatro, un binomio indissolubile per tutta una serie di ragioni non solo musicali. Coinvolgendo da sempre la vita quotidiana della gente, è un legame che s’intreccia a un mosaico di storia e tradizione, complice anche la presenza monumentale di Giuseppe Verdi – primato e orgoglio unico al mondo – che nasce […]

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Parma e il suo teatro, un binomio indissolubile per tutta una serie di ragioni non solo musicali. Coinvolgendo da sempre la vita quotidiana della gente, è un legame che s’intreccia a un mosaico di storia e tradizione, complice anche la presenza monumentale di Giuseppe Verdi – primato e orgoglio unico al mondo – che nasce lì vicino, a Roncole di Busseto, il 10 ottobre del 1813. Per onorare questo connubio con la sua gente, il Teatro Regio realizza un volume fotografico dedicato esclusivamente al pubblico protagonista, in un formato imponente (24×34 cm) e 260 pagine di scatti di quattro fotografi – Alberto e Gianluca Montacchini, Giovanni Ferraguti, Roberto Ricci – che ne raccontano la storia attraverso i volti dei presenti, dal 1909 ad oggi.

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Immagine: Teatro Regio di Parma, 1960.

 

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Storia di un’amicizia conflittuale: TOSCANINI E PUCCINI https://aracne-rivista.it/storia-di-unamicizia-conflittuale-toscanini-e-puccini/ https://aracne-rivista.it/storia-di-unamicizia-conflittuale-toscanini-e-puccini/#respond Fri, 02 Oct 2020 10:59:28 +0000 https://aracne-rivista.it/?p=3107 I rapporti intercorsi fra Arturo Toscanini (Parma, 25 marzo 1867-New York, 16 gennaio 1957) e Giacomo Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858-Bruxelles, 29 novembre 1924) non furono sempre facili e, questo, potrebbe essere considerato un aspetto normale trattandosi di artisti. Resta però importante poiché, al di là della valutazione umana e artistica che se ne può […]

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I rapporti intercorsi fra Arturo Toscanini (Parma, 25 marzo 1867-New York, 16 gennaio 1957) e Giacomo Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858-Bruxelles, 29 novembre 1924) non furono sempre facili e, questo, potrebbe essere considerato un aspetto normale trattandosi di artisti. Resta però importante poiché, al di là della valutazione umana e artistica che se ne può dare, segna uno dei punti fermi della carriera di Toscanini rispetto alla produzione pucciniana e – grazie alla direzione di diverse prime assolute – viceversa. Si tenga anche presente che la coincidenza anagrafica permise di farli conoscere e frequentare fino alla morte del compositore, che aveva nove anni più dell’altro.

Prima di passare alle considerazioni sui due personaggi per capire con quale approccio il maestro parmense si accostò alla musica di Puccini, dobbiamo accennare a un’altra vicenda
a monte delle future scelte del direttore, e cioè il caso Catalani, il musicista lucchese da sempre nelle sue grazie anche per l’affetto e l’umano senso di protezione dovuto a un infelice. Alfredo Catalani, che aveva quattro anni più del concittadino
e tredici più di Toscanini, apparteneva alla schiera degli emergenti classificati a torto come veristi, ma il suo gusto e il suo stile particolarmente raffinati sul piano della sensibilità, della scrittura e della concezione teatrale, oltre a una robusta preparazione musicale acquisita fin da studente tra Lucca, Parigi e Milano, non si configuravano con i canoni dell’esperienza verista, anzi seguivano un proprio percorso pallidamente più vicino al genere pucciniano che non a quello della Giovane Scuola.

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Vincenzo Bellini attraverso l’epistolario. UNA VITA D’ARTISTA TRA GENIO E CALCOLO. Epilogo https://aracne-rivista.it/vincenzo-bellini-attraverso-lepistolario-una-vita-dartista-tra-genio-e-calcolo/ https://aracne-rivista.it/vincenzo-bellini-attraverso-lepistolario-una-vita-dartista-tra-genio-e-calcolo/#respond Sat, 02 May 2020 10:14:41 +0000 https://aracne.vanillamarketing.it/?p=1001 L’EPILOGO. I Puritani vanno avanti e rappresenteranno un’importante novità per la cura dello svolgimento armonico e strumentale verso cui Bellini dimostrerà grande attenzione espressiva. Prima ancora che vadano in scena, lui stesso ne sottolinea gli aspetti peculiari, soffermandosi per questioni di effetto sul famoso duetto dei due bassi “Suoni la tromba” dove «entrano ed amor […]

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L’EPILOGO.

I Puritani vanno avanti e rappresenteranno un’importante novità per la cura dello svolgimento armonico e strumentale verso cui Bellini dimostrerà grande attenzione espressiva. Prima ancora che vadano in scena, lui stesso ne sottolinea gli aspetti peculiari, soffermandosi per questioni di effetto sul famoso duetto dei due bassi “Suoni la tromba” dove «entrano ed amor di patria e Libertà» (da Parigi al Florimo, il 21-22 dicembre ’34). «Lavoro ancora pel duetto dei due bassi, che è d’un liberale che fa paura» al Florimo da Parigi, 5 gennaio ’35). Bellini aveva prontamente intuito che questo fulminante duetto – oggi eseguito da baritono (Riccardo) e basso (Giorgio) – avrebbe messo nel pubblico l’argento vivo, e dopo il 5 si rivolge al Pepoli «perché avrei necessità di farti aggiustare qualche verso nel duetto che ho quasi finito, ed è venuto magnifico, e lo squillo delle trombe farà tremare di gioia i cuori liberi che si troveranno in teatro. Addio, – Viva la libertà!!!!». . . .

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