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Ljuba Ciaramella, Autore presso Aracne https://aracne-rivista.it/author/ciaramella/ Rivista d'Arte Wed, 30 Apr 2025 10:07:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.2 Marco Cavallo. Il Teatro della Cura di Giuliano Scabia https://aracne-rivista.it/marco-cavallo-il-teatro-della-cura-di-giuliano-scabia/ https://aracne-rivista.it/marco-cavallo-il-teatro-della-cura-di-giuliano-scabia/#respond Tue, 29 Apr 2025 19:07:53 +0000 https://aracne-rivista.it/?p=5884   In occasione dei seminari teatrali e artistici tenutasi a Trieste e organizzati dallo psichiatra Franco Basaglia nel settembre 1973, Giuseppe dell’Acqua e il drammaturgo Giuliano Scabia presentano Marco Cavallo, un grande cavallo azzurro che esce trionfalmente dal manicomio San Giovanni. Era stato realizzato all’interno della struttura manicomiale durante i laboratori artistici voluti dallo stesso […]

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In occasione dei seminari teatrali e artistici tenutasi a Trieste e organizzati dallo psichiatra Franco Basaglia nel settembre 1973, Giuseppe dell’Acqua e il drammaturgo Giuliano Scabia presentano Marco Cavallo, un grande cavallo azzurro che esce trionfalmente dal manicomio San Giovanni. Era stato realizzato all’interno della struttura manicomiale durante i laboratori artistici voluti dallo stesso Basaglia, intendendo ricreare un vero e proprio polo culturale. Venivano invitati ospiti internazionali per creare stanze di lavoro, come per esempio la stanza del Paradiso, chiamata così per le sue pareti azzurre e i disegni e ritagli dei malati appesi al soffitto e alle pareti.
Nel laboratorio del reparto P di Scabia cominciarono con uno schema vuoto: tutto era possibile, tutto si costruiva man mano che le interazioni crescevano, avendo solo l’idea di costruire qualcosa insieme. Insegnarono a chi non aveva mai dipinto cosa fosse la pittura, l’arte e la creatività; vennero realizzate sculture, disegni, burattini, musiche e testi, in una partecipazione colleriva ininterrotta, crescente ed educativa. I laboratori di teatro, quindi, non sono stati solo un luogo dove i degenti venivano intrattenuti, in quanto le messe in scena realizzate avevano coinvolto attivamente i pazienti e il rapporto malato – sano fu completamente ribaltato.
Questo intervento è stato un momento importante del comunicare, uscire fuori anche dallo spazio teatrale e andare lungo le strade, fra la gente, senza pretesa di educare ma di creare relazioni, istituire parole e connessioni.
Questi laboratori vogliono essere un modello di didattica come pratica di libertà, che attiva la capacità di creare coscienza critica e cooperazione.
La ricerca di Scabia sul teatro della cura può generare nuovi modi di vedere il mondo partendo dalla propria espressività e sensibilità.
Servono dei nuovi Marco Cavallo.

 

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Mettere insieme i pezzi. Simon Lehner e la rappresentazione del corpo traumatico https://aracne-rivista.it/mettere-insieme-i-pezzi-simon-lehner-e-la-rappresentazione-del-corpo-traumatico/ https://aracne-rivista.it/mettere-insieme-i-pezzi-simon-lehner-e-la-rappresentazione-del-corpo-traumatico/#respond Mon, 29 May 2023 12:10:28 +0000 https://aracne-rivista.it/?p=4830 Siamo il nostro corpo o il nostro corpo è e noi lo osserviamo abitare il mondo? L’artista Simon Lehner lavora con il corpo digitale, realizzando una serie di video dal titolo Archive Material Dance. Un corpo danza incessantemente in loop e rappresenta l’immagine dell’artista stessa digitalizzata di quando era adolescente, per sottolineare come il riflesso […]

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Siamo il nostro corpo o il nostro corpo è e noi lo osserviamo abitare il mondo?
L’artista Simon Lehner lavora con il corpo digitale, realizzando una serie di video dal titolo Archive Material Dance. Un corpo danza incessantemente in loop e rappresenta l’immagine dell’artista stessa digitalizzata di quando era adolescente, per sottolineare come il riflesso della sua infanzia traumatica risieda e perseguiti senza sosta il suo inconscio. La memoria quindi è parte del corpo traumatico che, sotto forma di immagini, ha una concretizzazione nel presente, questo perché molto spesso il trauma viene esperito nel presente anche se non sta realmente accadendo nel qui ed ora. Questa relazione dissociativa tra corpo e mente viene chiamata in psicologia depersonalizzazione: il senso di sé non viene percepito nella sua totalità, la percezione della realtà è straniante e il soggetto si guarda agire nel mondo senza però avere il controllo sul proprio corpo.
Convivere con il corpo quindi è prima di tutto un’azione di analisi, sono o sono ospite, cercando di capire in quali modalità io e corporeità possono definirsi un’unica entità. In secondo luogo il corpo ha una memoria, che contrariamente a quella che solitamente conosciamo, non produce immagini ma elabora e traduce, sensazioni, pensieri e sentimenti, in relazione anche ai corpi degli altri.

Immagine: 
Simon Lehner, Archive material dance, 2005–20 (still). Courtesy: the artist and KOW, Berlin

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In Sguardi psicoanalitici

 

 

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CORPI DISTESI, CORPI CONTRATTI. Il corpo, l’alienazione e la sua rappresentazione iconografica https://aracne-rivista.it/corpi-distesi-corpi-contratti-il-corpo-lalienazione-e-la-sua-rappresentazione-iconografica/ https://aracne-rivista.it/corpi-distesi-corpi-contratti-il-corpo-lalienazione-e-la-sua-rappresentazione-iconografica/#respond Fri, 25 Nov 2022 20:00:34 +0000 https://aracne-rivista.it/?p=4500 Abstract: La crisi della presenza è quel momento il cui il soggetto prova una sensazione di angoscia, insieme a un senso di derealizzazione e depersonalizzazione che modificano la percezione del proprio sé, del proprio corpo e della realtà che lo circonda. La rappresentazione di questo spaesamento provoca una disconnessione con la realtà presente, un’alienazione che […]

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Abstract:

La crisi della presenza è quel momento il cui il soggetto prova una sensazione di angoscia, insieme a un senso di derealizzazione e depersonalizzazione che modificano la percezione del proprio sé, del proprio corpo e della realtà che lo circonda. La rappresentazione di questo spaesamento provoca una disconnessione con la realtà presente, un’alienazione che coinvolge sia la sfera personale che sociale. Questo particolare fenomeno è stato studiato in vari esperimenti su malati psichiatrici o rappresentato delle avanguardie artistiche, portando a domandarsi come la raffigurazione dell’anormalità non fosse il prodotto stesso della concezione di forviante di normalità.

Parole chiave: alienazione, fotografia, isteria, corpo, arte

Immagine: Edgar Degas, Assenzio, olio su tela, databile al 1875, Museo d’Orsay di Parigi

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In:  Contributi

 

 

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